Il volume, curato da Paolo Aldo Rossi e da Ida Li Vigni, raccoglie le relazioni del convegno organizzato a Genova nel Settembre 2010, dalla Gran Loggia d’Italia in collaborazione con l’AISPES (Associazione Internazionale per lo Studio del Pensiero Esoterico e Simbolico).

 

Universo quanto mai magmatico ed enigmatico, i Tarocchi costituiscono uno dei campi di interesse più frequentati da studiosi (storici, studiosi di simboli e di letteratura, iconologi, iconografi, storici dell'arte, filosofi, musicologi, matematici...) e semplici curiosi o appassionati di gioco, di simbolismo e, perché no, di divinazioni, ma anche uno di quei campi "aperti", suscettibili di ulteriori indagini e ipotesi interpretative. 

 

È quanto anima il volume Il Ludus Triumphorum o Tarot: carte da gioco o alfabeto del destino, espressione "cartacea" di quanto affrontato nel Convegno omonimo tenutosi a Genova nel settembre 2010 a conclusione di 9 giorni interamente dedicati al tema animati da mostre, spettacoli e tavole rotonde sul tema. Si è trattato, come opportunamente afferma nelle Conclusioni Luigi Pruneti, per altro autore di una vibrante Prefazione che introduce il lettore al significato iniziatico degli Arcani maggiori visti come tappe del perenne percorso verso la conoscenza che accompagna l'uomo, di "un viaggio, un viaggio nel tempo e nello spazio seguendo le indicazioni dei Tarocchi". Come sempre accade nei convegni, il percorso non è stato di certo esaustivo, ma ne sono emerse chiavi interpretative puntuali e appassionate che hanno da un lato posto punti fermi di lettura e di decifrazione, dall'altro suggerito ipotesi interpretative e letture allargate.

 

Al primo caso appartengono i due saggi di Paolo Aldo Rossi, dedicati rispettivamente alla ricostruzione storica dell'origine dei tarocchi e alla decifrazione dell'etimologia del termine, in cui l'autore con ricca documentazione storica dimostra definitivamente l'origine tutta italiana dei Tarocchi e ripulisce il campo dalle fantasiose e improbabili definizioni del termine "tarocco", di Ferruccio Bertini e Franco Cardini, volti ad illustrare l'affermarsi del gioco dei tarocchi come espressione, dal Medioevo al Rinascimento delle grandi corti, di un momento ludico per così dire trasversale, condiviso da nobili e plebei all'insegna ora di una sorte di gioco di ruolo ante litteram, ora del brivido dell'azzardo che può cambiare il destino, di Patrizia Castelli, cui si deve la puntualissima correlazione fra le figure degli Arcani e le raffigurazioni della trazione morale dei trionfi e delle rappresentazioni dei vizi e delle virtù, con particolare attenzioni alla produzione di Giotto, e infine di Maurizio Elettrico, che ha gettato un ponte storico fra la tradizione del gioco e i primi usi divinatori delle carte, e di Ida Merello, cui si deve un illuminante lettura dei Tarocchi e del loro significato simbolico nell'ambito della cultura esoterico-massonica settecentesca e ottocentesca.

 

Al secondo caso rimandano saggi di diversa natura. Così Ida Li Vigni propone una possibile identificazione dell'Arcano della Papessa del mazzo Visconti con le figure, uniche nella storia dell'eresia, di due donne fortemente legate all'ambiente visconteo e condannate come eretiche: Guglielma la Boema e la sua discepola Maifreda, mentre Stefano Leoni appunta l'attenzione, a partire dalla splendida opera di Bizet, sulla femme fatale Carmen, la gitana che trascina nella tragedia gli uomini che di lei si innamorano o di cui si innamora e che legge il suo destino di morte estraendo dal suo mazzo di carte il fatale nove di picche. Dalla complicità che lega il femminile alla trasgressione e al gioco del destino, si passa con Valerio Meattini al tema filosofico del tempo legato alla sorte, una sorte che l'uomo cerca di dominare con la veggenza spinto dal bisogno di sfuggire al determinismo del tempo storico. In questo contesto si colloca l'intervento di Massimo Angelini sulla natura degli archetipi e l'interpretazione degli Arcani maggiori come icone chiave che consentono di decifrare il significato dell'esistenza. Al mondo dell'arte, introdotto da Patrizia Castelli, si collega invece il saggio di Lauro Magnani che, presentando una ricchissima galleria di immagini che vanno dal Manierismo all'arte pop, mostra come i dipinti in cui compare il gioco delle carte e la figura del baro siano lo spazio privilegiato con cui l'artista interpreta il mondo morale che lo circonda. All'originaria natura di gioco di carte riporta invece Carlo Penco, con l'analisi della ricca ricerca di Dummett sulla natura ludico-matematica del gioco dei tarocchi in luogo della tardiva attribuzione di valore divinatorio-esoterico alle carte. Infine, a chiudere il viaggio, due suggestioni sull'uso divinatorio dei tarocchi, con il serio divertissement di Marco Pepè in cui la spiegazione delle tecniche di lettura delle carte si accompagna alla riflessione sulla presunta realtà previsionale dei tarocchi, e sul loro significato iniziatico-massonico, con il viaggio suggestivo di Renato Ariano attraverso il parallelismo fra gli Arcani maggiori e le tappe dell'iniziazione massonica, quasi a chiudere idealmente il cerchio aperto da Luigi Pruneti

IL LUDUS TRIUMPHORUM O TAROT: carte da gioco o alfabeto del destino

€ 24,00Prezzo
  • Copertina in cartoncino con alette 244 stampata a 4 colori e plastificazione esterna lucida: brossura: filo refe, cm. 15x21, pp. 244. illustrazioni e foto in bianco e nero.